Calvino 100

Oggi 15 ottobre 2023 è il centenario della nascita di Italo Calvino, il più grande di tutti, almeno per me. Per festeggiarlo ecco uno dei suoi racconti brevi.  Fa parte degli "apologhi e racconti" scritti tra il 1943 e il 1958 ed è stato pubblicato nel 1993 nella raccolta Prima che tu dica «Pronto». Ho scelto questo per la tematica della guerra, purtroppo attuale come non mai.


Coscienza, di Italo Calvino

Venne una guerra e un certo Luigi chiese se poteva andarci, da volontario. 

Tutti fecero un sacco di complimenti. Luigi andò nel posto dove davano i fucili, ne prese uno e disse: 

- Adesso vado ad ammazzare un certo Alberto.

Gli chiesero chi era questo Alberto. 

- Un nemico - rispose, - un nemico che ci ho io.

Quelli gli fecero capire che doveva ammazzare dei nemici di una data qualità, non quelli che piacevano a lui.

- E che? - disse Luigi - mi pigliate per ignorante? Quel tale Alberto è proprio di quella qualità, di quel paese. Quando ho saputo che ci facevate la guerra contro, ho pensato: vengo anch’io così posso ammazzare Alberto. Per questo sono venuto. Alberto io lo conosco: è un farabutto e per pochi soldi mi ha fatto fare una brutta parte davanti a una. Sono faccende vecchie. Se non ci credete, vi racconto tutto per disteso. 

Loro dissero che sì, che andava bene.

- Allora - fece Luigi - mi spiegate dov’è Alberto, così ci vado e ci combatto. 

Loro dissero che non ne sapevano. 

- Non importa - disse Luigi, mi farò spiegare. Prima o poi lo troverò bene. 

Quegli gli dissero che non si poteva, che lui doveva fare la guerra dove lo mettevan loro, e ammazzare chi capitava, di Alberto o non Alberto loro non sapevano niente. 

- Vedete - insisteva Luigi - bisogna proprio che vi racconti. Perché quello è proprio un farabutto e fate bene a farci la guerra contro. 

Ma gli altri non ne volevano sapere. 

Luigi non riusciva a farsi ragione: - Scusate, per voi se ammazzo un nemico o se ne ammazzo un altro è lo stesso. A me invece di ammazzare qualcuno che magari con Alberto non ha niente a che vedere, dispiace. 

Gli altri persero la pazienza. Qualcuno gli spiegò di tante ragioni e di come era fatta la guerra e che uno non poteva andarsi a cercare il nemico che voleva.

Luigi alzò le spalle. - Se è così - disse - io non ci sto. 

- Ci sei e ci stai! - gridarono quelli. 

- Avanti-march, un duè, un duè! - 

E lo mandarono a far la guerra. 

Luigi non era contento. Ammazzava dei nemici, così, per vedere se gli capitava di ammazzare anche Alberto o qualche suo parente. Gli davano una medaglia ogni nemico che ammazzava, ma lui non era contento. - Se non ammazzo Alberto - pensava - ho ammazzato tanta gente per niente. - E ne aveva rimorso. 

Intanto gli davano medaglie su medaglie, di tutti metalli. 

Luigi pensava: - Ammazza oggi ammazza domani, i nemici diminuiranno e verrà pure la volta di quel farabutto.

Ma i nemici si arresero prima che Luigi avesse trovato Alberto. Gli venne il rimorso di aver ammazzato tanta gente per niente, e siccome c’era la pace, mise tutte le medaglie in un sacco e girò per il paese dei nemici a regalarle ai figli e alle mogli dei morti. 

Girando così, successe che trovò Alberto. 

- Bene - disse - meglio tardi che mai - e lo ammazzò. 

Fu la volta che lo arrestarono, lo processarono per omicidio e lo impiccarono. Al processo badava a ripetere che l’aveva fatto per mettersi a posto con la coscienza, ma nessuno lo stava a sentire.



Grazie alla scrittura di Calvino. Asciutta, precisa, ironica, pungente, onesta. Buon compleanno a noi lettori.

Italo Calvino, Prima che tu dica «Pronto», Mondadori